Quando suona la campanella

Il liceo delle meraviglie
di Gianluca Gabrielli

Ve lo sareste mai aspettato che gli studenti che hanno frequentato con successo il liceo classico vanno poi bene all'università? Che hanno voti di gran lunga più alti rispetto agli studenti che arrivano dagli istituti tecnici? Ma sentite anche questa: sembra che gli studenti universitari che hanno frequentato i tecnici abbiano, in seguito, studi meno regolari all'università di quelli che hanno frequentato il classico o lo scientifico. Ma dai?! Incredibile, insospettabile.

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 27/11/2016

 

Il progetto di teatro scolastico

di Gianluca Gabrielli

Anni fa, quando mi trasferii a Trieste, fui assegnato ad una prima elementare a tempo pieno, area linguistica. Nella scuola si riproponeva ogni anno un progetto di teatro che coinvolgeva molte classi, considerato un fiore all'occhiello dell'istituto. Senza pensarci due volte diedi l'adesione della classe. Fin dalle prime lezioni però mi dovetti rendere conto che l'attività si andava realizzando in modalità molto diverse da come avevo immaginato.

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23/10/2016

 

Radere al suolo le scuole

di Alessandro Palmi

Panico e sconcerto (mio questa volta) e mi ritrovo a pensare ai poveri Newton e Galileo che si rivoltano nella tomba, poi più pragmaticamente penso: “Che faccio adesso?” Ho voluto giocare a farli discutere e ragionare e mi trovo di fronte ad una situazione in cui tocco con mano quello che potrebbe essere definito un abisso di ignoranza, a rigore totalmente inammissibile in classi del triennio dell’istituto tecnico. Quindi che fare?

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15/10/2016

 

Insegnante di fase C ovvero precaria a vita

di Elsa Caroli

Sono un'insegnante di scuola primaria; ho insegnato per parecchi anni come precaria e lo scorso anno pensavo che finalmente fosse arrivato con una doverosa assunzione, il momento di radicarmi in una scuola e di poter correggere finalmente i compiti delle vacanze, cioé raggiungere l'agognata continuità in una classe, costruendo relazioni pluriennali con alunne e alunni, genitori, colleghe. Purtroppo mi illudevo: l'arrivo della 107 non mi ha sottratto l'assunzione ma mi ha tolto il piacere della continuità.

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14/10/2016

 

 

Scuola a punti

di Enrico Paselli
Buongiorno, sono l'insegnante referente della mia scuola per le raccolte punti. Sono anni che svolgo questa funzione e all'inizio venivo incentivata con il fondo d'istituto. A quel tempo ricordo che i colleghi mi prendevano in giro, mi chiamavano la maestra Conad, ma ora le cose sono cambiate parecchio, i colleghi stanno zitti. Finalmente lo scorso anno la dirigenza si è accorta che ricopro un ruolo fondamentale.

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09/10/2016

 

Arare a scacchiera

di Gianluca Gabrielli

Tra le diverse tecniche di aratura dei terreni, nella scuola elementare si applica quella a scacchiera. L'insegnante cioè afferra la vanga e - assicuratosi che nessun bambino si avvicini alla lama - l'affonda nel terreno rivoltando la zolla. A questo punto - mentre i bambini si precipitano a controllare quale ben di dio sia affiorato dal lavoro - il maestro o la maestra si defila rapidamente e si sposta in zona vergine (a scacchiera, appunto) affondando nuovamente la lama.

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24/09/2016

 

Vengo anch'io? No, tu no

La scuola zoo ai tempi della 107

di Alessandro Palmi

Quali saranno i docenti nel “luminoso scenario” inaugurato dalla legge 107? Proviamo a passarli in rassegna. Avremo ancora i docenti cattedra (quelli di prima insomma); poi ci saranno i docenti del “potenziamento” (i “potenziatori”, come li chiama qualcuno); poi i docenti titolari su scuola; infine quelli appartenenti agli ambiti territoriali, destinati a un contratto triennale e a una sorta di chiamata diretta dei dirigenti. Mica male!

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18/09/2016

 

Rischiando s'impara

di Enrico Roversi

Ma cosa vuol dire “sicurezza” nella scuola? Sicurezza per chi e da cosa? Bambini e bambine hanno il diritto di vivere l’esperienza scolastica in ambienti privi di pericoli ma le scuole si stanno trasformando in luoghi dove non esistono nemmeno rischi. Rischio e pericolo, seppure con alcuni punti di congiunzione, sono due situazioni molto diverse. Il rischio è un elemento fondamentale del discorso pedagogico: un bambino, una bambina, deve poter rischiare. L’affrontare il rischio porta all’autonomia.

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18/09/2016

 

Kafka davanti alla porta dell'Invalsi

di Matteo Vescovi

Per noi, invece, ciò che conta è formare un cittadino autonomo, padrone delle proprie idee e capace di leggere criticamente il mondo che lo circonda, perché consideriamo che attraverso l'istruzione sia possibile costruire quelle forze che continueranno la battaglia per superare l'attuale stato di ingiustizia sociale determinato negli ultimi trent'anni dalle politiche neoliberiste. Il nostro compito, però, non si esaurisce nell'immaginare una didattica inassimilabile dall'Invalsi, perché è necessario mettere la stessa dedizione anche nel boicottare in ogni modo possibile la somministrazione di queste prove.

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10/09/2016

 

Chiamata diretta

di Gianluca Gabrielli

Questa estate ho avuto occasione di leggere anche qualche cronaca sulla prima applicazione della procedura per la chiamata diretta dei docenti affidata ai singoli dirigenti scolastici, prevista dalla L. 107. Viene messo in soffitta il vecchio meccanismo di assegnazione alle scuole basato sulle graduatorie a punteggio e sulle scelte degli insegnanti in ordine di posizione. Le nuove regole prevedono che il docente si presenti al cospetto dei dirigenti dell'ambito territoriale stilando un profilo personale, provando cioè ad inventarsi competenze particolari che lo rendano preferibile ai suoi colleghi abilitati per il medesimo insegnamento.

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10/09/2016

 

Idomeni: insegnare da non riconciliati

Alessia, la giovane avvocata che due mesi fa ci raccontava le condizioni dei bambini e delle donne nel campo di Idomeni, ora è qui a Bologna e ci racconta ancora storie, ci tiene aggiornati, ci passa foto che le fanno arrivare via WhatsApp gli stessi rifugiati o i volontari che riescono ancora a mantenerei contatti. Non sono più le foto di Idomeni, il grande campo creato spontaneamente dai profughi bloccati questa primavera al confine tra Grecia e Macedonia.

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17/07/2016

 

 

Premiarne uno per educarne 800 mila

La coppa del nonno, famoso gelato, è entrata nel gergo sportivo, specialmente calcistico, ad indicare la vittoria in un trofeo di poco valore. Questo abbiamo pensato alla notizia che il primo teacher prize italiano (ed europeo) della storia inizia ufficialmente il suo cammino. La ministra annuncia in pompa magna, nella presentazione al liceo classico Visconti di Roma, che da luglio sarà aperta la piattaforma dove candidare la professoressa o il professore, la maestra o il maestro più bravi d'Italia.

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30/05/2016

 

 

 

Ma come viene il fagiolo?

di Gianluca Gabrielli

Ho messo il grosso vaso con le piantine all'ingresso dell'aula, dove i bambini si tolgono i cappotti e scambiano due chiacchiere prima di entrare in classe. Guardano stupiti quanto siano cresciute le piantine, osservano, vedono e indicano i batuffoletti bianchi che sono spuntati un po' dappertutto. Ormai sanno che dopo se ne discuterà in classe, si preparano ad esprimere i loro pensieri.

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22/05/2016

 

 

Il griglista

di Bruno Dal Pane

Col passare delle generazioni, il dilagare di abitudini vegetariane e vegane e, soprattutto, tempi di lavoro e di sfruttamento assai più intensi, l'abitudine è andata via via sparendo e del “griglista” s'è perduta traccia, al di fuori dei ristoranti specializzati. Si sa, le parole sono intriganti nella loro storia, assomigliano un po' ad un corso d'acqua carsico che ad un certo punto riaffiora in superficie. E, quando riemergono, spesso lo fanno con un differente valore semantico. Tale è stato il destino di questa.

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15/05/2016

 

 

Idomeni

di Redazione

Nel campo dove si trova Alessia da diversi mesi vivono profughi partiti in gran parte dalla Siria, ma anche iracheni, curdi e addirittura afgani. Sono più o meno 10mila, di cui il 40% bambini e bambine - e circa 600 le donne in stato di gravidanza. Sono bloccati in questo campo - non ufficiale - perché difendono il loro diritto a fuggire dai luoghi di guerra, a cercare una via d'uscita, nelle strade e nelle città dell'Europa, dai bombardamenti e dalle armi: hanno rischiato la vita per darsi questa speranza. Difficile per noi europei capire fino in fondo.

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10/05/2016

 

 

Aisha e l'invalsi

di Enrico Paselli

Spuntavano due minuscole scarpette da tennis, sporche di fango. Dietro la tenda doveva esserci rimasto un pupazzetto, forse di Ania, era lei che li portava spesso, nonostante il divieto del maestro. In quella zona della classe si accumulavano i giochi non rimessi a posto e a volte anche qualche secondo o terzo astuccio, luccicante, inutile e presto dimenticato.

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30/04/2016

 

 

 Oltre la crocetta 

di Enrico Roversi

 Lo dichiaro da subito: sono uno tra i tanti insegnanti contrari ai test INVALSI e perciò, arrivato il momento dei quiz, non ho interrotto la normale attività didattica del gruppo classe per iniziare una sorta di addestramento alla risoluzione degli indovinelli invalsiani. Ho dedicato, però, una lezione a ragionare insieme ai bambini sui test dell’anno precedente perché si potessero fare una loro idea di cosa si sarebbero trovati davanti.

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30/04/2016

 

 

Nomina sunt substantia test

di Gianluca Gabrielli

La vera cifra che dà conto dell'ideologia imperante nel presente è il continuo e sempre più pervasivo riferimento ai test invalsi. Era prevedibile: quello dei test è il più grande intervento centralizzato sulla didattica dai tempi del libro di Stato del fascismo. All'idea classica che impone i contenuti del curricolo attraverso il Programma (bassa efficacia, tempi di interiorizzazione dilatati, ampio spazio alla discrezionalità e alla resistenza dei docenti) si sostituisce l'imposizione dei soli test annuali, ma si lega il loro esito a prospettive di valutazione e all'erogazione di premi o sanzioni, ottenendo in maniera più efficace una retroazione sulla didattica.

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26/04/2016

 

Fu: voce del verbo fare

Dialogo a distanza tra una professoressa e un maestro

di Silvia Di Fresco e Enrico Roversi

Quando suona la campanella vi offre questo esperimento di dialogo a puntate tra una insegnante di scuola secondaria di secondo grado e un maestro di scuola primaria. L'alfa e l'omega dell'obbligo scolastico. Due mondi apparentemente distanti.

 

TERZA PUNTATA

di Silvia Di Fresco

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23/04/2016

 

Cari signori dell'Invalsi, “ciucciatevi il calzino”

di Ferdinando Alliata

I Simpson. La situation comedy made in Usa che “propone la commedia e la parodia più sofisticata mai apparsa alla televisione americana”. Il 1° marzo 2009, ventesima stagione della sitcom, è andata, infatti, in onda negli Stati Uniti (in Italia l'anno successivo) una puntata dal titolo emblematico: How the Test Was Won (diventato in italiano La conquista del test).

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17/04/2016

 

Fu: voce del verbo fare

Dialogo a distanza tra una professoressa e un maestro

di Silvia Di Fresco e Enrico Roversi

Quando suona la campanella vi offre questo esperimento di dialogo a puntate tra una insegnante di scuola secondaria di secondo grado e un maestro di scuola primaria. L'alfa e l'omega dell'obbligo scolastico. Due mondi apparentemente distanti.

 

SECONDA PUNTATA

di Enrico Roversi

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16/04/2016

 

Fu: voce del verbo fare

Dialogo a distanza tra una professoressa e un maestro

di Silvia Di Fresco e Enrico Roversi

Quando suona la campanella vi offre questo esperimento di dialogo a puntate tra una insegnante di scuola secondaria di secondo grado e un maestro di scuola primaria. L'alfa e l'omega dell'obbligo scolastico. Due mondi apparentemente distanti.

 

PRIMA PUNTATA

di Silvia Di Fresco

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10/04/2016

 

La scoperta dell'acqua fredda

di Gianluca Gabrielli

Tutti i giorni, prima di andare a pranzo, i bambini della classe prima in cui insegno si lavano le mani in un lavandino dotato di due rubinetti. L'acqua che scorre non è riscaldata e il mese scorso usciva talmente fredda che era difficile resistere a strofinare le mani più di qualche secondo. Era “fredda come un pinguino”, come ha sintetizzato in maniera pregnante una bambina. Così abbiamo aperto la discussione. Come mai era così fredda? All'inizio dell'anno scolastico non era così, questa consapevolezza era comune a tutti i bambini.

 

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03/04/2016

 

Quasi quasi mi do il voto

 di Redazione

 Noi di Quando suona... non vogliamo fare i soliti disfattisti, vogliamo aiutare il nostro premier, perché –lo dicono tutti – farsi valutare e valutarsi è giusto. Così abbiamo deciso di anticipare le procedure e le stesse direttive del ministero e di autovalutarci.

 

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20/03/2016

 

 

Il Signor P.

(e che Gaber ci perdoni)

di Silvia Di Fresco, Gianluca Gabrielli, Enrico Roversi

 

Dialogo teatrale in duetto tra due insegnati potenziati

 

 

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05/03/2016

 

Confessioni di un maestro

di Enrico Roversi

Ester si alzò da terra dove stava giocando con le costruzioni e si venne a sedere sulle mie gambe, mi guardò in faccia e mi chiese: “Ma tu maestro, che mestiere fai?”. Pensai fosse bellissimo il fatto che questa bambina non mi percepisse e non mi vivesse come la persona che riveste un ruolo, quello dell'insegnante. Non so cosa pensasse del fatto che io fossi lì insieme a loro, ma di sicuro fuori dalla scuola dovevo pur fare un qualche mestiere? Quella domanda non mi ha mai abbandonato.

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28/02/2016

 

Il corpo scomodo

di Gianluca Gabrielli

Oggi il combinato di sentenze europee contro la precarizzazione pluriennale e di progetti neo-liberali di riforma della scuola sta portando molti insegnanti di educazione fisica nelle scuole primarie. Sono quegli stessi che hanno vissuto vent'anni di precariato. Sembra la versione farsesca - caotica e casuale - di quello che si poteva fare in maniera pensata ed ordinata vent'anni fa. Però questa è la realtà. Mi viene da dire: dove questa possibilità di affiancarci e di imparare “tra pari” si materializza, perché non approfittarne?

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20/02/2016

Macchine da lavoro

di Giovanni Briguglio

Chi sono la bidella e il bidello nella scuola elementare di oggi? Macchine da lavoro. Così ci considerano e così ci vogliono. Un aspirapolvere, oppure una scopa elettrica. Una lavastoviglie. Androidi che puliscono, semplici esecutori della messa in igiene della scuola. Si sa, è l'ottica aziendalista che scompone i compiti in pezzetti sempre più frammentati, sempre più schematici, per nulla interessata a come viene fatto il lavoro, al fine per cui è realizzato.

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14/02/2016

 

What it is is beautiful

Storia di giochi e differenze di genere

di Redazione

"What it is is beautiful”, qualunque cosa sia è bella. Siamo nel 1981. Un'immagine semplice e uno slogan potente che cozzano contro il sessismo di cui è permeata la società. Una pubblicità liberante: le bambine potevano uscire dal mondo delle cucine e delle bambole da accudire per rimboccarsi le maniche ideando, progettando e realizzando costruzioni frutto della propria creatività e ingegnosità. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di ricostruire per sommi capi quel contesto. 

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07/02/2016

 

Parroci

di Gianluca Gabrielli

Primavera del 1952. Il fronte della guerra di Corea si è ormai stabilizzato e il mondo è diviso dalla cortina di ferro della Guerra fredda. Anche San Pietro in Casale, nella pianura bolognese, sta nel mondo e si vive le sue tensioni. Nara Boriani, maestra in servizio nella direzione didattica, accetta - forse per arrotondare lo stipendio, forse perché crede nell'utilità del suo compito - di insegnare nella costituenda scuola festiva di Gherghenzano, frazione di San Pietro.

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24/01/2016

Uomo di colore

La strana metamorfosi di un libro

di Enrico Roversi

«Uomo di colore» di Jerome Ruillier edizioni Arka 2000, un bellissimo volume, splendidamente illustrato che nasce da un racconto africano contro il razzismo. Un bambino nero parla a un bambino bianco e mette in discussione, con semplicità e allegria, l’epiteto “uomo di colore”: lui ha sempre la pelle scura, mentre il coetaneo nasce rosa, diventa rosso con il sole, blu con il freddo… Un libro intriso dall’inizio alla fine di umorismo.

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16/01/2016

Locale-globale: due libri per un uso scolastico consapevole della Giornata della memoria

di Gianluca Gabrielli 

Sono quindici anni che in Italia si commemora il 27 gennaio, Giornata della memoria. La ricorrenza catalizza l'attenzione dei media e all'avvicinarsi della data assistiamo ad un vortice di comunicazione di livelli disparati; in questo vortice le occasioni per una reale crescita del sapere e della conoscenza storica spesso sono sommerse da una sequela di interventi retorici e superficiali. 

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13/01/2016

Tema

di Noemi Giustacchini

Ma se da un lato abbiamo delle idee così rivoluzionarie, dall'altro vediamo che il governo inglese cerca di reinstaurare una certa disciplina nelle proprie scuole chiamando perfino un educatore comportamentale. Le teorie da cui attingere sono molte, forse troppe. Si parte dall'esperto Paul Dix fino ad arrivare a modelli di scuole come 'Summerhill school', “una scuola libera e democratica dove i bambini possono scegliere di non andare a lezione e i loro voti contano quanto quelli degli insegnanti”.

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10/01/2016

La escuelita Arroyo Caraguata

di Teresa Rossano

È mattina presto quando salgo sul treno per Tigre, efficiente, nuovissimo, temperature antartiche, visto che ci troviamo nell'emisfero australe. Nord di Buenos Aires, dove inizia il delta del Paranà. Canali che si diramano in rami più stretti, dove l'acqua si fa più bassa. Case di città, case di vacanza per il fine settimana ma, appena svoltato l'angolo, il canneto e gli alberi sulla riva, si affacciano i moli di legno di case che di vacanze non ne hanno mai viste, forse tempi migliori, piuttosto un presente in bilico. 

 

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03/01/2016