QUALE STORIA?
UNO SGUARDO SUI TESTI DELLA SCUOLA PRIMARIA AGGIORNATI ALLE NUOVE INDICAZIONI.
di Gianluca Gabrielli
Le nuove Indicazioni nazionali: suggerimenti e obblighi.
Da settembre prossimo le nuove Indicazioni nazionali[1] saranno il riferimento normativo per la costruzione del curriculo. L'entrata in vigore però è progressiva, cioè nell’anno 2026-27 nella scuola primaria riguarderanno solo la prima classe. L'anno scolastico successivo, 2027-2028, entreranno in vigore anche nella classe seconda per tutte le discipline mentre per storia varranno anche per la terza classe.
Poiché i libri di testo per la scuola primaria si adottano in prima per le classi fino alla terza e in quarta per quelle fino alla quinta, le case editrici di scolastica hanno proposto per le prime tre classi testi nuovi o aggiornamenti dei testi passati recependo alcuni aspetti delle Indicazioni nazionali.
Tutte le case editrici comunque hanno mantenuto la disponibilità dei vecchi testi, andando incontro alle insegnanti che decideranno di non seguire gli argomenti introdotti nei nuovi volumi.
Tale scelta è pienamente legittima perché, per esempio in storia, la maggior parte dei cambiamenti introdotti dalle nuove Indicazioni riguarda i contenuti o la metodologia, aspetti che valgono solo come suggerimenti nella costruzione del curriculo, essendo vincolanti solo le competenze e gli obiettivi.[2]
Inoltre si ricorda che non tutti gli insegnanti adottano un libro di testo. Infatti fin dagli anni Settanta del secolo scorso esiste un settore della categoria docente che opta per la cosiddetta “adozione alternativa”, cioè l'uso della cifra corrispondente ai libri di testo per acquistare volumi diversificati o materiali da utilizzare durante l'anno scolastico, oppure per formare una piccola biblioteca scolastica a cui attingere nello svolgimento del curriculo.
I nuovi libri di testo
In questo saggio diamo conto dell'analisi dei nuovi volumi in adozione per le classi prime, seconde e terze relative alla materia storia. Lo scopo è verificare cosa le case editrici abbiano recepito dei consigli di contenuto e di metodologia formulati nelle nuove Indicazioni nazionali, e come li abbiano trattati. Questa analisi potrebbe servire alle docenti per avere qualche indicazione in più nella scelta di adozione o di non adozione del libro di testo, ma è utile anche per comprendere come si vadano declinando le nuove idee sulla disciplina storia introdotte con tanta enfasi dal Ministero ma che tante critiche hanno suscitato, facendo discutere sia gli storici e le storiche che il mondo della scuola.[3]
Sono stati analizzati 15 libri di testo articolati nei tre volumi dalla prima alla terza classe. Sono stati visionati anche tre testi integrativi destinati ad affiancare volumi non modificati.
Di seguito l'elenco dei testi e la sigla con cui nel saggio ci si riferisce ad essi.
A Alba ed Enea, amici in viaggio. SANOMA. Paola Lamesta e Valentina Sbarbaro (1a e 2a). Irene Caravero (3a), Marina Screpanti.
C Pollice verde. RAFFAELLO Patrizia Granata, Anna Busolli, Elena Zappaterra (1a e 2a) Granata, Roberto Morgese, Busolli, Zappaterra (3a).
D Nuovo colibrì. RAFFAELLO Roberto Morgese (1a e 2a), Patrizia Granata, Anna Busolli, R. Morgese, Elena Zappaterra (3a).
E Sulle orme di Milù. MONDADORI. Laura Bramati (1a e 2a), Marta Berogno, L. Bramati (3a).
F Supertobia LISCIANI. Direz. Scientifica Carlo Petracca.
G Pepito pop up. LISCIANI. Direz. Scientifica Carlo Petracca.
H Storie di emozioni. LA SCUOLA. Maria Teresa Fappani (1a e 2a), S. Righetti, O. Bedoschi (3a); Gruppo S.M.A.R.T.
I Orso curioso. IL CAPITELLO. Gruppo La Scuola. Mattia Vignati (1a e 2a), Annalisa Molfetta (3a).
J Olli giramondo, GRUPPO ELI. A. Dell’Anno, L. Toma.
K Bosco allegro. GIUNTI (diretto da Daniele Novara).
L Luce e brio, ERICKSON, Elisabetta Serafini e Maddalena Bocchetta.
M A scuola con Pepper. CETEM. Gruppo Eli.
N Arcobaleo. ARDEA. Gruppo editoriale Simone.
Q Alla scoperta del mondo. ITACA SCUOLA. Renata Rava.
O La banda del bus (2025) GIUNTI
P Ciao Scuola (2024) GAIA
I nuovi contenuti
Andiamo a vedere quali elementi significativi sono stati introdotti nelle nuove Indicazioni come contenuti e come metodologia nel tentativo di mutare radicalmente l’impianto della disciplina storia.
Per la prima e la seconda classe, in maniera indistinta nell'ultima versione, il testo ministeriale propone dieci contenuti. Quelli più ideologici, che più hanno destato discussione, sono tre:
Personaggi e vicende ricavati da Bibbia, Iliade, Odissea, Eneide (in forma molto semplificata) per conoscere le radici della cultura occidentale.
Il racconto in breve della nascita dell'Italia: da molti Stati regionali ad una nazione libera e indipendente.
Racconti ricavati dalle vicende del Risorgimento e della Resistenza a scelta degli insegnanti e collegati a riferimenti territoriali e all'esperienza dei bambini (es. di contenuti: Piccola vedetta lombarda, i martiri del Belfiore, le 5 Giornate di Milano, Anita Garibaldi, Salvo d'Acquisto, altri protagonisti di eroismo e di virtù civili nella Resistenza).
Per la terza classe i contenuti suggeriti iniziano dalla “comparsa dell'uomo sulla terra [sic]” e terminano con “Le civiltà dell'antichità nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente”.
Questa scelta muta la tradizione consolidata e mira ad imporre lo studio delle storia antica secondo una scansione diversa da quella adottata fino ad oggi. Da una parte si espelle dal curricolo la storia della Terra e l’evoluzione delle forme di vita che, seppure non indicate nelle Indicazioni in scadenza, erano ormai trattate nella maggior parte dei volumi. Dall’altra si vuole condensare in quest’anno scolastico lo studio delle civiltà antiche pregreche e preromane, prima diluite tra la terza e la quarta classe, producendo effetti importanti.
Infine, a livello metodologico, si è provato a verificare la ricaduta di un’importante e discussa affermazione sull’uso delle fonti inclusa nelle Indicazioni:
“Anziché mirare all'obiettivo, del tutto irrealistico, di formare ragazzi (o perfino bambini!) capaci di leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente magari alla luce delle diverse interpretazioni storiografiche, è consigliabile percorrere una via diversa. E cioè un insegnamento/apprendimento della storia che metta al centro la sua dimensione narrativa in quanto racconto delle vicende umane nel tempo”.
Epica e Bibbia
Partiamo dall’introduzione delle grandi narrazioni “per conoscere le radici della cultura occidentale” nelle prime due classi. Le critiche sono state molteplici. La lettura della Bibbia e dell’epica greca e romana in prima e seconda classe è parsa prematura; le spiegazioni che sono state fornite di questa scelta (radici dell’occidente e introduzione leggendaria alla storia) sono sembrate fuorvianti; da una parte i brevi riassunti proponibili a questa età poco avrebbero conservato degli elementi più rappresentativi delle civiltà società greche e romane; dall’altra narrazioni religiose e leggendarie poco hanno a che fare con la ricerca storica e ne costituirebbero un’introduzione non adeguata ma fuorviante. Inoltre utilizzare questi testi come emblemi della “cultura occidentale” ne strumentalizza la fruizione alla funzione di costruzione identitaria delle nuove generazioni (e di assimilazione di quelle considerate con background “non occidentale”) invece di presentarle come patrimonio culturale dell’intera umanità insieme ad altri racconti extraeuropei con caratteristiche leggendarie, mitiche e religiose.
Queste critiche trovano puntuali conferme nelle riduzioni di brani approntate per i libri in adozione: i testi antologizzati sono brevissimi, ovviamente enormemente semplificati, privati dei contesti narrativi e della presentazione dei personaggi con il risultato di trasformarli in insipide favolette. Per quanto riguarda la finalità di introdurre alla disciplina storica come narrazione affascinante si può affermare che queste riduzioni non emanano alcun fascino; anzi, temiamo che sarà invece compito difficile ma necessario delle docenti convincere allieve ed allievi che tali semplificazioni nulla hanno a che fare né con i classici dei popoli antichi né con la disciplina storica.
I volumi che hanno scelto di limitarsi a tali narrazioni rischiano di trasmetterli come elementi della ‘superiore’ “cultura occidentale”, producendo in questo modo un effetto negativo che invece risulta attenuato nei volumi che scelgono di affiancare ad essi, o ad uno di essi, come già si faceva nelle scuole, altre narrazioni provenienti dal patrimonio culturale di altri popoli, indicando questa strada curiosa e plurale come più adatta per crescere le future generazioni di un mondo sempre più connesso.
Entriamo ora nello specifico. Su 15 testi disponibili (considerata la coppia prima-seconda come un testo) l’Iliade e l’Eneide compaiono in 5 testi, la Bibbia in 6, l’Odissea in 7. In 6 testi non ci sono riferimenti ad alcuno di questi classici[4].
Alcuni autori provano ad utilizzare le vicende raccontate per invitare ad una riflessione i bambini, ma la forzatura si sente e produce effetti grotteschi. In Sulle orme di Milù (E1) viene narrata l’ira di Achille fino all’uccisione di Ettore e al finale cedimento alle suppliche del padre del troiano di riaverne il corpo. Il commento è un invito alla riflessione dei bambini sulle loro emozioni: “La rabbia è un’emozione forte. Ascoltala per poter ritrovare la calma”. Di seguito il racconto di Adamo ed Eva termina con un’ambigua riflessione sulla convivenza: “Le regole ti aiutano a vivere insieme in pace”.[5]
In alcuni testi gli autori disinnescano la funzione ideologica del racconto della creazione biblica affiancando ad esso altri miti della creazione (egiziano, cinese e nativo americano) [6] o la attenuano introducendo in nota la pluralità dei giorni festivi nelle varie religioni.[7]
In Pepito pop up di seconda la scelta di privilegiare l’Iliade dedicandovi ben sei pagine e accompagnando il testo con illustrazioni un po’ perturbanti che sembrano preparate per ragazzi più grandi finisce per produrre un’immersione forte, poco adatta ai bambini di quell’età. Nelle domande di approfondimento al dialogo tra Ettore e Andromaca prima del combattimento con Achille si può leggere: “Pensi che sia più importante l’onore (come per Ettore) o la famiglia (come per Andromaca)? Se tu fossi stato al posto di Ettore cosa avresti fatto?”. [8]
In altri testi (che utilizzano brani tratti dalle collane di narrativa della casa editrice proprietaria) il tentativo di attivare una riflessione a partire dai brani segue strade meno angoscianti, ma poco attinenti. In Pollice verde (C1) e Nuovo colibrì (D1) l’assedio di Troia diventa un gioco per mimare il sole che sale e scende; la fuga di Enea da Troia si ripropone in palestra con musica (camminare) e interruzione (immobili);[9] nei volumi di seconda (C2 e D2) i dieci anni della guerra di Troia vanno matematicamente trasformati in mesi, e la vittoria di Enea su Turno diventa una domanda a risposta multipla (“è contento?” “è triste?”) ed è occasione per scrivere post-it con gesti di coraggio quotidiano da mettere su un cartellone.[10]
Arcobaleo (N1) prova a volgere in senso animalista la vicenda di Noè che, spinto dal fatto che “sentì una voce gentile”, “costruì una grande barca per proteggere gli animali e la sua famiglia” perché “le persone non rispettavano le piante e gli animali”. Al termine dell’episodio “tutti promisero di prendersi cura degli animali e della natura per sempre”.
Nell’opuscolo Storie epiche integrativo ad La banda del bus (O) (vengono presentati quattro episodi dell’Eneide associando ai personaggi i luoghi pittoreschi dell’Italia cui fanno riferimento nella leggenda (“Dalla storia… al luogo”: Palinuro, Gaeta, Cuma)[11].
Risorgimento, nascita dell’Italia e identità nazionale
Su Cuore, lettura amata e suggerita più volte dalla presidente della Commissione Loredana Perla, punta solo Pollice verde e Nuovo colibrì (C e D) includendo la riduzione di tre brani che, nonostante l’adattamento, sarebbero anche ricchi di motivi di riflessione e approfondimento (54 alunni per classe, le differenze di classe sociale tra due alunni) ma non vengono sviluppati nel commento.[12]
Passando al Risorgimento, le Indicazioni suggerivano quattro soggetti: la piccola vedetta lombarda, i martiri del Belfiore, le 5 Giornate di Milano e Anita Garibaldi. La risposta degli editori è stata limitata (3 testi trattano le 5 giornate, 2 la piccola vedetta, 1 Anita e nessuno i martiri di Belfiore). Piuttosto si rivolgono ad un altro personaggio emblematico: Giuseppe Garibaldi che viene citato in 8 testi. Poi in 3 volumi si cita o si racconta di Cavour o Mazzini, in 2 volumi di Rosalia [Rose] Montmasson e Vittorio Emanuele II, mentre vengono citati una sola volta Dante, Verdi, Mameli, Cristina Trivulzio di Belgioioso e Silvio Pellico.
La piccola vedetta lombarda è raccontata con un po’ di evidente imbarazzo da due testi che nel titolo parlano di “piccoli eroi”. Storie di emozioni (H2) dà la parola direttamente al ragazzo che offre il suo aiuto all’ufficiale del Regno di Sardegna in cerca dei nemici: “Grazie al mio coraggio e al mio aiuto siamo riusciti a vincere una battaglia […] così sono diventato famoso con il nome di Piccola vedetta lombarda”, ma non si menziona la morte del ragazzo.[13] Arcobaleo (N2) invece non nasconde la fine tragica: “i soldati […] lo circondarono, lo salutarono e lo coprirono con la bandiera del loro paese” (che in realtà è il tricolore di un Paese che deve ancora nascere). “Anche se era piccolo aveva fatto qualcosa di grande grazie al suo coraggio”.[14]
La figura di Garibaldi è la più presente nei testi, a volte oggetto di un piccolo racconto ma più spesso di una citazione relativa ad un monumento o di una breve didascalia con disegno che ricorda lo stile delle collezioni di figurine.[15] In Olli giramondo (J1) ad esempio così viene presentata la spedizione dei Mille “Garibaldi, un uomo coraggioso che lottava per la libertà dei popoli, un giorno decise di aiutare anche l’Italia”.[16] In Orso curioso (I2) compare il disegno della “scuola primaria Garibaldi”e in primo piano la bambina dice di essere stata al museo dedicato al patriota; più avanti, nel paragrafo dedicato alle fonti storiche, compare una statua dell’eroe a cavallo.[17] Un tentativo più riuscito (Luce e brio) propone un racconto verosimile fatto da Nino, figlio di siciliani che si aggregano alla spedizione, che diventa occasione anche per parlare del ruolo di Rosalia Montmasson e delle donne siciliane.[18] Di A scuola con Pepper (M2) non è ancora disponibile il racconto (si dice incluso nella guida docente) che però dovrebbe essere fin troppo dettagliato visti i riferimenti nelle domande di verifica a risposta multipla a Talamone, a Nino Bixio, al Papa, a Vittorio Emanuele e Federico II, a Teano.[19]
La Resistenza
Anche la Resistenza, inclusa solo in un secondo tempo nelle Indicazioni per effetto delle critiche e del dibattito sollevato dalla prima versione, viene trattata in modo differente e non da tutti i volumi (quattro non ne parlano).[20]
In Pollice verde (C2) e Nuovo colibrì (D2) un bambino chiede informazioni sul nonno “ribelle” e gli viene risposto che “durante la Seconda guerra mondiale le persone che governavano l’Italia non lasciavano i cittadini liberi di fare e dire quello in cui credevano usando anche la violenza”, trasferendo così la responsabilità liberticida del fascismo (che non viene nominato) alla situazione di guerra.[21]
Alba ed Enea (A2) sceglie di raccontare le vicende di Gino Bartali come “uomo della Resistenza” che trasportava documenti falsi a “persone perseguitate dalla dittatura” (non viene fatto il nome “ebrei”), ignorando evidentemente i forti dubbi storiografici su questa vicenda.[22] Camaleone (B2) sceglie di ricordare la figura di Tina Anselmi, prima staffetta partigiana, poi prima donna ministra della Repubblica.[23]
Storie di emozioni (H2) dedica molto spazio alla Resistenza come al Risorgimento (pagine dedicate alla Piccola vedetta lombarda e a Silvio Pellico). Dapprima presenta due partigiani, Ermenegildo Bugni e Mariuccia Fava, spiegando le ragioni del nome di battaglia e proponendo attività legate al tema: “scegli il tuo nome di battaglia e spiega il perché della tua scelta. […] I partigiani e le partigiane superano le loro paure perché credono che la libertà e la giustizia siano importanti. Tu hai mai superato una paura? Come hai fatto? Rifletti e confrontati con compagni e compagne”. Poi presenta altre due figure particolari: Salvo D’Acquisto, il carabiniere che si offrì ai nazisti come responsabile della morte di due tedeschi al posto di un gruppo di persone rastrellate e fu fucilato, suggerito dalle Indicazioni, e Lidia Menapace, come esponente di una “Resistenza pacifista”. Infine le figure di altri due resistenti e madri e padri della Costituzione: Nilde Iotti e Pietro Calamandrei. [24]
La figura di Nilde Iotti è raccontata anche da Olli giramondo (J2) (che descrive anche esplicitamente il ventennio di dittatura), dal licenziamento del padre ad opera dei fascisti, all’esperienza di staffetta partigiana, poi membro della Costituente, prima presidente donna della Camera e impegnata per la parità dei diritti.[25] Bosco allegro (K2) e La banda del bus (O-allegato) si limitano a presentare succintamente la scelta della Repubblica rispetto alla monarchia.[26]
Luce e brio (L2) racconta l'esperienza dei confinati a Ventotene per opera del regime fascista (citato esplicitamente) che durante la Seconda guerra mondiale scrivono il sogno-progetto di un’Europa unita, affidato poi a Ursula Hirshmann per la diffusione. Per l’Italia invece viene raccontato da una bambina, Lea, il giorno delle votazioni per la scelta tra Monarchia e Repubblica, compreso nella sua importanza parlando con la maestra, la nonna e la madre. [27] La contesa tra monarchia e repubblica viene trattata anche in Sulle orme di Milù (E2), ma creativamente collocata dopo il medaglione di Garibaldi e prima di quello di Camillo Benso conte di Cavour.[28]
Le Indicazioni sulla storia generale di terza
L'elenco dei contenuti proposti dalle Indicazioni nazionali per il terzo anno inizia con “La comparsa dell'uomo sulla terra” [“t” minuscola nell’originale]. Si tratta di una scelta ben ponderata, in sintonia con varie esternazioni del ministro Valditara che deprecavano lo spazio dedicato ai dinosauri nei vecchi libri di testo, ritenuto eccessivo.[29] In realtà nelle Indicazioni in scadenza non veniva prevista una parte relativa alla formazione dell'universo e all'evoluzione delle forme di vita, ma gli estensori dei libri di testo nel tempo avevano recepito una sensibilità che si andava diffondendo nella società rispetto al rapporto sempre più critico dell'essere umano con l'ambiente e conseguentemente avevano introdotto nella sezione di storia i temi del Big Bang, della comparsa della vita sulla Terra, dell'evoluzione degli esseri viventi per passare poi alla preistoria con l'evoluzione degli ominidi.
Questa trasformazione del curricolo di fatto è stata fortemente ridimensionata nelle nuove proposte di libri di testo come auspicato dal Ministro e come effetto della nuova organizzazione della materia che prevede di completare in terza lo studio delle civiltà del Mediterraneo e del Vicino Oriente. Così, sui 15 libri di testo disponibili, in due volumi il tema manca completamente, in nove le pagine dedicate a questo argomento vanno da 4 a 7 su oltre 100 destinate alla storia; in tre volumi lo spazio è leggermente più ampio e va da 9 a 19 pagine. Per la presumibile gioia del ministro Valditara lo spazio dedicato ai dinosauri costituisce al massimo una casella nel disegno dell’evoluzione delle forme viventi, oppure due pagine affiancate con i disegni dei principali rettili preistorici.
Nelle Indicazioni i contenuti suggeriti per la terza classe vanno dalla Comparsa dell'uomo alle Civiltà dell'antichità nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente. La scelta comprime i temi suggeriti nelle vecchie Indicazioni per la terza e la quarta nella sola classe terza ed è finalizzata ad ampliare lo spazio dello studio dei Greci e soprattutto dei Romani in quarta e quinta classe. In questo modo si produce un effetto collaterale particolarmente rilevante, sicuramente voluto dagli estensori delle Indicazioni: la riduzione fortissima o la scomparsa di riferimenti alle civiltà antiche sviluppatesi negli altri continenti. Su 15 testi analizzati, dieci ignorano le civiltà dell'Indo e della Cina (due le includono solo nelle mappe ma non le trattano), tre le trattano in 2 pagine e due in 4. Le civiltà presenti nelle Americhe non compaiono mai. La centralità dell’occidente tanto ostentata nel nuovo testo ministeriale si materializza nel silenzio sulle altre zone del mondo, un messaggio esplicito di svalutazione alle bambine e ai bambini con i nonni e le nonne che vivono in quelle zone del pianeta e che crescono nelle nostre classi.
Questa riscrittura della storia generale in classe terza porrà qualche problema anche a chi sceglierà di adottare i vecchi libri di testo, che sono strutturati fino al neolitico e che quindi dal 2027-28 saranno da integrare.
“Irrealistico” operare con le fonti?
Infine si può dire, almeno per queste tre prime classi, che ha girato a vuoto il suggerimento metodologico di considerare i riferimenti alle fonti storiche come “irrealistici” nella scuola di base: pur nella forma che riteniamo poco utile della classificazione tipologica, il riferimento alle fonti compare in tutti i libri di testo presi in esame, ad attestare che la decisa opzione ministeriale (comunque non vincolante) a favore della storia solo narrativa e contro l’uso delle fonti è stata ignorata perché ritenuta meno convincente rispetto a ciò che, attraverso le Indicazioni in scadenza, era stabilmente penetrato nel curricolo di fatto della didattica della storia.
Conclusioni
Le forzature ideologiche e didattiche sulla storia incluse delle nuove Indicazioni nazionali hanno prodotto notevoli cambiamenti nei libri di testo per i primi tre anni di scuola primaria. Gli editori e gli autori si sono adattati, da una parte declinando le novità nei libri di nuova edizione, dall’altra però lasciando in distribuzione anche i vecchi libri di testo, producendo in questo caso fascicoli integrativi che in parte devono ancora essere ultimati.
Le sezioni sul Risorgimento e sulla Resistenza mostrano tutta la difficoltà ad introdurre a questa età tali temi, riducendosi quasi sempre a piccoli medaglioni approssimativi, sicuramente poco utili e di scarso interesse.
La sollecitazione ministeriale a introdurre in prima e seconda classe la Bibbia e i cosiddetti classici “dell'occidente” ha prodotto nella maggior parte dei casi narrazioni di piccoli episodi decontestualizzati spesso caricati anche di goffi tentativi di trarne piccole attività per nulla attinenti.
Più strutturale sembra essere l'effetto delle Indicazioni sulla trattazione della storia generale in terza classe, con la forte riduzione generalizzata di due tematiche: da una parte delle sezioni di storia della Terra e dell’evoluzione della vita, dall’altra dei riferimenti alle civiltà antiche considerate non occidentali.
Infine appare scongiurata, almeno in queste classi, la paventata rinuncia all’uso delle fonti per un ritorno alla storia solo narrata: nessun manuale accoglie il suggerimento metodologico degli estensori delle Indicazioni.
Le insegnanti in conclusione non hanno una strada facile: non c'è un'adozione ideale che permette di difendersi dagli aspetti peggiori delle nuove Indicazioni nazionali. Si possono imboccare strade diverse: si può optare per l'adozione alternativa, costruendo in autonomia il proprio curriculo di classe; oppure si può adottare un libro di testo degli anni passati, sapendo che occorrerà integrarlo dal 2027 per la storia generale in terza classe[30]; o infine si può adottare uno dei nuovi testi cercando di tenere in considerazione i limiti che hanno incorporato nelle parti introdotte in ossequio ai “contenuti” suggeriti dalle nuove Indicazioni nazionali che comunque, ricordiamolo ancora una volta, non sono vincolanti.
[1]Decreto 9 dicembre 2025, n. 221 del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Allegati 1-5: Indicazioni Nazionali per il curricolo. Scuola dell'infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione.
[2]La circolare sulle adozioni (Circolare n. 97152 del 31 marzo 2026) si esprime in maniera ambigua suggerendo un obbligo di adeguamento dei libri alle nuove Indicazioni: “i libri di testo per la prima classe della scuola primaria e per la prima classe della scuola secondaria di primo grado devono risultare rispondenti alle citate Indicazioni nazionali”. Evidentemente si tratta di una forzatura; l’editore infatti è libero di riferirsi solo a competenze e traguardi stabiliti dal Ministero perché una semplice circolare non può contraddire i principi normativi stabiliti dall’autonomia scolastica.
[3]Segnaliamo solamente alcuni dei numerosi contributi critici, a partire da quelli delle associazioni come Sismed: Osservazioni sull’insegnamento della Storia nei Materiali per il dibattito pubblico relativi alle Nuove indicazioni 2025 del 31 marzo https://www.sismed.eu/wp-content/uploads/2025/04/comunicato-NIN-Societa-storiche-31-marzo-2025.pdf e il Documento della SiDidaSt sulle Nuove indicazioni nazionali 2025 https://www.historialudens.it/news/557-il-commento-della-sididast-alle-nuove-indicazioni-nazionali-2025.html ). Poi M. Aime, Se Galli della Loggia insiste sulla (falsa) supremazia dell’Occidente, “Il Domani”, 14 aprile 2025, https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/se-gallidella-loggia-insiste-sulla-falsa-supremazia-delloccidente-wz36ozgi ; A. Brusa, La storia delle nuove Indicazioni, pp. 95-98, in Reginaldo Palermo (a cura di), Nuove indicazioni 2025: analisi critica a più mani, aprile 2025 https://www.gessetticolorati.it/wordpress/?p=10511 ; E. Roversi Non credevi che il tempo passasse così, 19 marzo 2025, https://www.quandosuonalacampanella.it/h3/; G. Gabrielli, La piccola vedetta lombarda: perché dovremmo leggerla nelle seconde classi della scuola primaria?, 14 maggio 2025, https://www.quandosuonalacampanella.it/h9/ ; G. Gabrielli “L’incontro dell’Occidente”. Nelle pieghe delle Nuove Indicazioni nazionali, 18 giugno 2025, https://www.quandosuonalacampanella.it/i4/; C. Raimo, La lezione di Carlo Ginzburg: “La Storia a scuola è ridotta a un sermone identitario e provinciale”, “La Stampa”, 15 luglio 2025.
[4]B, F, I, J, K, Q.
[5]E1, p. 40 e 42.
[6]G1, 28-31.
[7]L1, 26.
[8]G2, 30-35.
[9]C1, 6, 16; D1, 6, 26.
[10]C2, 6, 8-9; D2, 6, 12-13.
[11]Storie epiche. Nuove indicazioni, Giunti scuola, 8-13.
[12]C2, 34-39; D2, 14-19.
[13]H2, 30.
[14]N2, 36-37.
[15]Trattano di Garibaldi e dei Mille A2, B2, E2, G2, H2, J1, L2, M2. In H2, 34 la spedizione dei Mille viene trasformata in una guerra di liberazione: “per liberare il Sud Italia dagli spagnoli che governavano il regno delle Due Sicilie”.
[16]J1, 29.
[17]I2, 4-5 e 29.
[18]L2, 18-19.
[19]M2, 16-17.
[20]E, F, M, N.
[21]D2, 12-13, C2, 18-19; il brano è tratto da Eleonora Laffranchini, Il ribelle, Raffaello, 2016.
[22]A2, 28-29. Sui dubbi vedi Michele Sarfatti, Gino Bartali e la fabbricazione di carte di identità per gli ebrei nascosti a Firenze, “Documenti e commenti”, n. 2 (upload January 16, 2017; last update September 5, 2021), URL: https://www.michelesarfatti.it/documenti-e-commenti/gino-bartali-e-la-fabbricazione-di-carte-di-identita-gli-ebrei-nascosti-firenze
[23]B2, 33.
[24]H2, 38-41, 44-45.
[25]J2, 38, 41.
[26]K, 33; O, allegato Scopro l’Italia. Nuove indicazioni, 33.
[27]L2, 18-19; L2, 22-23.
[28]E2, 38-43.
[29]6 Mag 2024 (agg. 07/05/2024), Valditara: “Programmi scolastici troppo pieni, alla primaria si vanno a spiegare tutte le specie dei dinosauri. A cosa serve?”, https://www.orizzontescuola.it/valditara-programmi-scolastici-troppo-pieni-alla-primaria-si-vanno-a-spiegare-tutte-le-specie-dei-dinosauri-a-cosa-serve/ . 19 Mag 2024 Valditara: “Perdere un anno a studiare i dinosauri è una sciocchezza. Dare più importanza a Risorgimento e anni ’70”, https://www.orizzontescuola.it/valditara-perdere-un-anno-a-studiare-i-dinosauri-e-una-sciocchezza-dare-piu-importanza-a-risorgimento-e-anni-70/
[30]In realtà si potrebbe elaborare un percorso di storia generale svincolato dalla successione proposta nelle Indicazioni, l’unico contenuto prescrittivo che compare nei cinque anni è incluso nell’obiettivo specifico al termine della terza classe “Conoscere l'inizio della vita dell'uomo sulla terra e le prime forme della cultura umana; conoscere per grandi linee lo sviluppo delle civiltà mediterranee e del vicino Oriente”. Ovviamente una tale scelta diviene praticabile con l’adozione alternativa al libro di testo – che abbiamo visto uniformarsi totalmente alla scansione suggerita dalle Indicazioni.
